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La responsabilità nella progettazione e nell'uso delle tecnologie non riguarda solo il presente ma si proietta verso il futuro ed entra in relazione con le generazioni che non sono ancora nate. Quali sono allora le questioni etiche più rilevanti nel mondo della tecnologia? Il progetto Etica e Tecnologie nasce per riflettere su questa e altre domande e si rivolge in particolare ai più giovani: a partire da osservazioni ed esperienze degli studenti trentini coinvolti, un gruppo interdisciplinare di ricercatori di FBK e Fondazione Ahref traccerà una prima mappa per evidenziare problematiche emerse e per offrire strumenti di lettura e di critica in merito; con lo scopo di accrescere nelle nuove generazioni (locali e non) la consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie, spesso vissute come “naturali”. Per facilitare la discussione ecco alcune proposte da mettere a fuoco insieme a ricercatori, genitori e insegnanti. Scegliete lo spunto che più vi interessa e partecipate!

Diseguaglianze, economia e politica

La crisi economica della fine dello scorso decennio, ancora in corso, è associata al predominio della finanza nell'economia globale. Le reti di computer sono al centro di tale predominio, lo hanno per lo meno agevolato, sia costruendo il collegamento tra le borse mondiali, che permette transazioni finanziare per 24 ore al giorno, sia favorendo l'emergere di nuovi strumenti finanziari su cui il controllo umano e sociale è sempre più complesso. Un esempio è l'High Frequency Trading, in cui le negoziazioni sul valore finanziario di azioni, obbligazioni, ecc. avvengono in tempi brevissimi e solo in relazioni macchina-macchina. Questi strumenti accentuano le diseguaglianze sociali, ben riassunte dallo slogan di Occupy Wall Street “Noi, il 99%” e descritte dal recente rapporto OxFam, in cui si osserva come le 85 persone più ricche del mondo detengano tanta ricchezza quanto i 3,5 miliardi di persone più povere. I cambiamenti economici e politici dell'ultimo periodo si intersecano sempre più con le tecnologie, digitali in particolare: se Kodak ha impiegato fino a 120.000 persone e Instagram ne impiega poche decine, cosa succede al mondo del lavoro? Se le licenze software che usiamo o i server con i dati dei naviganti globali sono di proprietà di aziende con sede in un solo Paese, come cambiano le relazioni internazionali? E chi lavora nella conoscenza, startupper o cognitariato, sarà agente di una nuova lotta alle diseguaglianze generate dall'economia dei super-ricchi?